Con ordinanza n. 25286 del 24 agosto 2022, la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso promosso da una società contro la decisione con cui la Corte d'appello aveva ritenuto illegittimo il licenziamento disciplinare dalla stessa irrogato ad un proprio dipendente per assenza ingiustificata protrattasi per tre giorni. La Corte d’Appello riteneva infatti il licenziamento sprovvisto del requisito della proporzionalità, dal momento che la condotta del ricorrente, pur improntata a superficialità, non era di gravità tale da giustificare il recesso.
Nel caso di specie il lavoratore aveva avvisato un collega tramite SMS, senza sincerarsi che fosse stata avvisata la direzione, inviando solo dopo tre giorni, per email, la certificazione medica a giustificazione dell'assenza, adducendo poi a scusante del ritardo alcuni problemi di carattere informatico (successivamente confermati dal medico curante) di comunicazione con la piattaforma Inps.
La Suprema corte ha confermato la decisone della Corte di Appello, ricordando che "sono demandati all'apprezzamento del giudice di merito, che - anche qualora riscontri l'astratta corrispondenza dell'infrazione contestata alla fattispecie tipizzata contrattualmente - è tenuto a valutare la legittimità e congruità della sanzione inflitta, tenendo conto di ogni aspetto concreto della vicenda, con giudizio che, se sorretto, come nella specie, da adeguata e logica motivazione, è incensurabile in sede di legittimità"