Conciliazione vita-lavoro: esonero contributivo fino a 50mila euro per le imprese certificate

Un nuovo incentivo per le aziende che adottano misure a sostegno della famiglia e della genitorialità. Sgravio fino all’1% dei contributi previdenziali, con benefici previsti fino al 2028. Si attendono le istruzioni operative dell’Inps.
18/10/2026
Un esonero contributivo fino a 50mila euro annui per le imprese che adottano politiche di conciliazione tra vita familiare e lavoro e ottengono la relativa certificazione. È quanto prevede il decreto interministeriale attuativo del D.L. n. 62/2026, convertito dalla legge n. 112/2026, che definisce criteri e modalità di accesso alla nuova agevolazione.
Il beneficio consiste in una riduzione dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro fino all’1%, entro il limite massimo di 50mila euro all’anno per ciascuna impresa. L’esonero è riconosciuto a decorrere dal 28 giugno 2026, viene calcolato su base mensile e può essere utilizzato per l’intero periodo di validità della certificazione, comunque non oltre il 31 dicembre 2028.
Per accedere all’incentivo, le aziende devono conseguire la certificazione UNI/PdR 192:2026, relativa al sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro. La certificazione, rilasciata da organismi accreditati e valida per 36 mesi, si basa su indicatori qualitativi e quantitativi che valutano le politiche aziendali a sostegno della famiglia, con particolare attenzione alla flessibilità lavorativa, alla maternità, alla paternità e ai carichi di cura.
L'accesso allo sgravio è inoltre subordinato al rispetto delle condizioni generali previste per i benefici contributivi, tra cui la regolarità contributiva, l'applicazione dei contratti collettivi di riferimento e il rispetto delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Restano applicabili anche le norme sugli aiuti di Stato.
La richiesta dovrà essere presentata esclusivamente in via telematica all’Inps, indicando i dati identificativi dell’impresa, la retribuzione media mensile stimata, l’aliquota contributiva datoriale, la forza aziendale prevista e gli estremi della certificazione ottenuta. Il datore di lavoro dovrà inoltre dichiarare di non essere stato destinatario di provvedimenti di sospensione dei benefici contributivi.
Le imprese che presenteranno domanda entro la prima finestra utile successiva al conseguimento della certificazione potranno essere ammesse all’esonero per l’intero periodo di validità della stessa, fermo restando il termine del 31 dicembre 2028. Per l'effettiva fruizione dell'agevolazione occorrerà tuttavia attendere le istruzioni operative dell'Inps, che definiranno termini e modalità di presentazione delle istanze e procederà alle verifiche necessarie.
Le risorse stanziate ammontano a 7 milioni di euro per il 2026 e 12 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028. Qualora le richieste ammissibili superino le disponibilità finanziarie, l’importo dell’agevolazione riconosciuta alle singole imprese sarà proporzionalmente ridotto.
In caso di indebita fruizione dello sgravio, il datore di lavoro sarà tenuto a restituire i contributi dovuti, oltre alle eventuali sanzioni previste dalla normativa. La rinuncia o la revoca della certificazione dovrà essere tempestivamente comunicata all’Inps e al Dipartimento per le politiche della famiglia.
 
 




 
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