Non è sufficiente che un’attività lavorativa sia considerata particolarmente faticosa o usurante per ottenere il pensionamento anticipato. Con l’ordinanza n. 26307/2026, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha precisato la distinzione tra i lavori usuranti in senso generale e le mansioni particolarmente usuranti che consentono di accedere ai benefici pensionistici previsti dal D.Lgs. 67/2011.
I primi sono caratterizzati da un impegno psicofisico intenso e continuativo, mentre per le seconde la normativa richiede un livello di usura più elevato, da valutare sulla base di specifici indicatori, tra cui l'incidenza sulle aspettative di vita e l'esposizione a rischi professionali.
La particolare gravosità di un lavoro, pertanto, non determina automaticamente il diritto al pensionamento anticipato, che resta subordinato alla sussistenza dei requisiti previsti dalla disciplina speciale.